"La sostanza nascosta. Il silenzio nella pittura"
Mimesis/Accademia del Silenzio 2017

di Laura Falqui

Nell’Era del parlottio incessante, il Silenzio si leva come un vapore indistinto, salvifico. La sostanza nascosta. Il silenzio nella pittura è dedicato a questo vapore, a una tale Brezza, al vento leggero che spira da quei dipinti in cui vive un silenzio doppio: quello proprio della sua tecnica espressiva e quello rappresentato dalla scelta individuale del pittore. Le arti vivono di sinestesie e se la vista è il senso per eccellenza della pittura, in essa esiste un muto richiamo al movimento e ai suoni, così come esistono pitture che si presentano allo sguardo in quanto icone del silenzio. A queste ultime è dedicato lo studio di Laura Falqui, che ne rintraccia le fonti in elementi strutturali: geometrie, reiterazioni, stati di sospensione, immobilità, rarefazioni del segno o della pennellata, accostamenti enigmatici, ed è pensando alla “risonanza interiore” di cui scrive Wassily Kandinsky, portando in luce la presenza di suoni interni al colore-forma, che il silenzio della visione dipinta, per contrasto, ci viene incontro e ci convince col suo linguaggio muto.
L’analisi attraversa il tempo della storia dell’arte per movimenti irregolari suggeriti dal tema, non dalla cronologia.
Dunque, il silenzio nella pittura va scoperto e assaporato nel suo gusto sottile e non di rado inafferrabile o impercettibile e lo si fa, qui, procedendo dai suoni, dai rumori, dalle voci impigliate nelle opere che “risuonano” (nell’astrattismo, nelle opere di paesaggio; nelle allegorie rinascimentali, nel crudo realismo delle visioni di Goya o di Bacon) per attingere a tratti specifici delle forme “silenziose”: staticità, moto aereo, sonno, estasi. Infine si giunge all’Anima delle cose, con le sue impronte, gli scorci, le forme auratiche, dal simbolismo iniziatico del secondo Ottocento, alla pittura di oggetti, di interni inquieti, fino allo splendore mistico di certi autori della contemporaneità, come Bill Viola.

Laura Falqui
E' saggista, drammaturga e specialista di arti visive; regista e interprete teatrale. Studiosa dei Preraffaelliti inglesi, ha dedicato a questo argomento una trilogia di saggi in volume e diversi altri scritti. La sua attività di interprete, regista e drammaturga continua con scritture, letture e messinscene così come la sua instancabile attività di ricercatrice, studiosa e autrice; è del 2018 il romanzo "Il Mago dell'Appennino. La leggenda del Conte Mattei e della sua Rocchetta".
Collabora dal 2018 come relatrice ispirata e ispiratrice con il Centro Studi Rosacroce.

Immagine tratta dall'opera video di Bill Viola, "Martyrs"

www.facebook.com/CentroStudiRosacroce/photos/...