"Aprendo luminosi spazi. Iconografia di Ermete in Occidente"
Messaggio mercuriale in tempi di separazione e di silenzio, 2nda parte - a cura di Laura Falqui

Laura Falqui collabora con il Centro Studi Rosacroce.
E’ saggista, drammaturga e specialista di arti visive; regista e interprete teatrale. Studiosa del Preraffaellitismo inglese, ha dedicato a questo argomento una trilogia di saggi in volume e diversi altri scritti.

Affine agli angeli, in specie a San Michele Arcangelo, Ermete accompagna la nostra anima nel Profondo, al di là della Soglia dell’Inconscio o nell’Aldilà con delicatezza e distacco. In questo passaggio cruciale, nell’incessante addentramento in noi stessi, scopriamo con il Trismegisto che «ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una»: questo principio della “Tabula smaragdina” apre al sogno delle Corrispondenze e alla magia numerica, all’apparizione e sparizione, all’andata e al ritorno, al Silenzio ermetico, alla manipolazione delle essenze.
A sorpresa, secondo un movimento squisitamente mercuriale, dall’abisso dell’inconscio si va, per luminose risalite, verso l’aria sottile dell’intelletto operante, dell’emozione sovvertitrice e sono poeti e artisti del Novecento ad avere attinto a profusione nelle possibilità creatrici offerte dalla figura di Mercurio divenuto Ermete Trismegisto, dissimulato nei Rosacroce, energia viva dell’arte alchemica: figure, attitudini, qualità nascoste dentro l’agire e il modulare dell’invenzione artistica, insospettata o non espressamente dichiarata, nei poeti ermetici italiani, nella scrittura di Jorge Luis Borges, nella metafisica pittorica di Giorgio De Chirico, fino al genio di Marcel Duchamp e di Yves Klein.
Attraverso i nostri cuori, che teniamo aperti,
passa il dio, con le ali ai piedi. (Rainer Maria Rilke)

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