"Aprendo luminosi spazi. Iconografia di Ermete in Occidente"

Messaggio mercuriale in tempi di separazione e di silenzio
- a cura di Laura Falqui

Laura Falqui collabora con il Centro Studi Rosacroce.
E’ saggista, drammaturga e specialista di arti visive; regista e interprete teatrale. Studiosa del Preraffaellitismo inglese, ha dedicato a questo argomento una trilogia di saggi in volume e diversi altri scritti.

Racconta Robert Graves in 'Miti greci' che «quando Ermete nacque sul monte Cillene, sua madre Maia lo avvolse nelle fasce e lo depose in un canestro, ma con sorprendente rapidità egli si trasformò in un ragazzino, e non appena la dea gli voltò le spalle balzò fuori dalla culla e andò in cerca di avventure...». Così nasce Ermete: dio, eppure anche umano; ragazzino, giovane uomo bellissimo e sfuggente, vecchio sapiente Tre Volte Grande; viaggiatore, ladro, messaggero, inventore, argento vivo, egli è eloquente, silenzioso, ardente, creativo, ingannatore. Ci visita a sorpresa scompaginando le carte disposte da noi secondo un ordine precario e può colpirci a morte, ma così come può ferirci e lasciarci interdetti, allo stesso modo ci offre risorse inaspettate: irradia, allora, la sua divina, enigmatica Eloquenza, perché Ermete 'si muove tra i mondi e li collega'; è dunque un ponte, un arcobaleno che congiunge ciò che pensiamo distante bagnandoci con le sue vive 'tinture' trasfiguranti. Le arti figurative, la poesia, la musica, sono il suo Regno, espresso da forme armoniose ed 'ermetiche'. Il simbolo, più che l’allegoria, vibra col soffio mercuriale.
Oggi, in questa Pasqua difficile in cui risorgere appare un miraggio, ecco Ermete soccorrerci con il vento forte della Trasformazione, portarci là dove mai avremmo pensato di andare, incontro a 'luminosi spazi'. Egli è l’improvvisa capacità intuitiva che interviene in momenti di difficoltà, che può inoltrarci sui sentieri dell’ispirazione creatrice fino a regalarci un fervore nascosto a noi stessi. Egli è il 'pensiero del cuore', immediato e puro nella sua espressione, spesso irrazionale e nuovo: uno stato che capovolge la coscienza, qualcosa che arriva e che già sai.

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